Voga alla veneta

21/06/2017
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Una delle tante tradizioni veneziane che si tramandano da secoli è quella della voga alla veneta, uno sport che tuttora si pratica e vede moltissimi partecipanti alle regate; tra le più spettacolari, la Regata Storica, che si svolge nella prima domenica di settembre di ogni anno e la Vogalonga, celebre anche a livello mondiale e con alle spalle una storia molto significativa per la città.

La voga alla veneta è una particolare disciplina nata assieme alla città, che permette la navigazione nel tipico fondale lagunare, alle volte poco profondo e sabbioso.
Infatti, le imbarcazioni tipiche, caratterizzate da un fondo basso, si distinguono in: la famosissima gondola, il sàndolo, la sanpieròta, la mascarèta e la caorlina. Su di esse remano uno o più vogatori, i quali possono stare in piedi conducendo la barca con un singolo remo e da un solo lato.
Inizialmente la voga alla veneta, detta anche voga alla valesana, si utilizzava per potersi spostare da un’isola all’altra della laguna attraverso le barene, tipici terreni lagunari periodicamente sommersi dalle maree, ma anche per collegare gli isolotti della città quando non erano ancora stati costruiti i ponti, ma non attraverso i canali di Venezia. Questo perché, a differenza di come si rema ora, un tempo ogni vogatore possedeva due remi, pertanto attraversare gli stretti canali della città avrebbe richiesto più spazio.
Oggi, le tipiche imbarcazioni veneziane che possono essere condotte con la voga alla veneta vengono utilizzate sia a fini sportivi che come mezzi di trasporto, un esempio noto è quello della gondola.
In tutta Venezia e nelle sue isole sono molte le remiere, ovvero associazioni sportive che promuovono la voga alla veneta e non, dove i giovani veneziani imparano la tecnica della voga alla veneta e che in alcuni casi diventano dei veri e propri campioni nelle varie competizioni che si organizzano in laguna.
L’organizzazione dell’equipaggio in un’imbarcazione è la seguente: chi è a poppa (parte dietro della barca) viene chiamato pope, adopera la forcola di destra dando la direzione, chi è a prua (parte davanti della barca), invece, si chiama provier, il quale utilizzando la forcola di sinistra spinge la barca e da coordinazione alla vogata per facilitare l’andatura di essa.

Come accennavamo, una delle più importanti manifestazioni dedicate alla voga è la Vogalonga, che vide la sua prima edizione nel 1974 come una regata tra amici su delle mascarète. L’idea era quella di creare una regata senza alcun fine competitivo, ma piuttosto come occasione di riunirsi per far continuare la tradizione della voga e soprattutto come protesta contro il moto ondoso che incominciava a danneggiare Venezia. Si dice, infatti, che questo gruppo di amici residenti nella città abbiano “richiamato i cittadini alle armi, ovvero all’arma di sempre, il remo”.
Il percorso, di circa 30 km, ripercorre i luoghi più celebri e significativi della città: la partenza è in Bacino San Marco, si prosegue per la Certosa, Sant’Erasmo, Burano, Murano ed infine prima di arrivare al traguardo si attraversa l’incantevole Canal Grande.


Anche se gli anni passano, la tradizione della voga alla veneta e le imbarcazioni veneziane continuano ad affascinare anche i non residenti. Infatti, la Laguna di Venezia e quella di Orbetello si sono gemellate in occasione dell’evento Laguna incontra, organizzato dal Consorzio MaremMare di Orbetello. Una delegazione della remiera San Marco insieme al Consorzio Venezia e il suo Lido, hanno portato nella cittadina toscana una gondola rossa con la quale hanno attraversato la laguna di Orbetello, per onorare questi ambienti marini così particolari.